Trump in Arabia Saudita: in avvio un piano minaccioso in regione

il giornale turco, Cumhuriyat, citando il viaggio del presidente Usa in regione e l’aumento delle politiche anti-Iraniane, ha sottolineato che non si può basare la pace in Palestina e Medioriente sull’ostilità contro l’Iran e lo Sciismo.

Sta per avviarsi una politica minacciosa in Medio Oriente. Non è chiaro che il Trump cosa farebbe e quando, ma con il suo ultimo viaggio in regione ha chiarito che gli Usa si sono schiariti con i loro alleati sunniti, particolarmente Arabia Saudita, contro l’Iran. In realtà questo argomento non è molto sorprendente. è invece il terreno che l’hanno fertilizzato da tanto tempo fa, gli oppositori dell’intesa dirmata dall’aministrazione Obama con Iran. Da tanto si sentiva in giro la voce degli cooperazioni segrete di Sauditi con Israele contro l’Iran, definito il nemico comune.

Donal Trump si è dato da fare subito e mettendo a parte i problemi interni che stanno logorando la sua presidenza, ha sbarcato in Arabia Saudita per rafforzare i legami di fratellanza con i paesi sunniti. “Un grande onore essere qui” le prime parole di Sonald sulla pista dell’aeroporto. Lui inoltre rappresentato un discorso sull’islam e l’importanza della cooperazione fra gli Stati Uniti e i Paesi sunniti nella loro lotta contro l’estremismo!!! Dopo l’accordo dell’acquisto di armi e sistemi di diffesa dagli Usa per 350 miliardi di dollari tutto sarebbe più chiaro. non si può non notare le tracce di Gared Kushner, genero e consigliere ebreo di Trump, nell’arrivare a questo accordo e nell’avvicinare i paesi golfici a Israele. Certamente questo non è un piano unilaterale. Anche i Sauditi hanno i loro interessi ad avare gli Stati Uniti nel loro fronte

In realtà miglior modo per nascondere la guerra del potere in regione è darla una copertura religiosa. Sono da anni che si vede questo fenomeno in regione. Tuttavia il problema recente è l’avvicinamento dell’america all’Arabia Saudita e i Paesi simili che sono la roccaforte del radicalismo ed i movimenti estremisti.

Quando Trump ballava la danza delle spade in regno saudita, lo ballavano anche tutti i regimi allegri di vedere il cambiamento della politica americana a loro favore, inconsapevoli dal fatto che se l’aria continuasse a tirare alla stessa direzione, la cifra che devono pagare loro sarebbe molto di più dei 350 mln dollari: il costo della lotta contro Daesh, il costo di tener nascoste le cooperazione segrete con Israele che tuttavia non saranno sufficienti questi tentativi, poichè li fa affrontare grossi problemi interni.

La fenomenologia vista in regione è quella di ingannarsi l’un l’altro; l’atteggiamento che non conduce assolutamente a stabilire pace in regione.

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