Russia: di cosa si discute al G20 di San Pietroburgo

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Il 5 e 6 settembre i leader mondiali si riuniscono per il G20 a San Pietroburgo, in Russia.

Il vertice è dominato dalle tensioni sul possibile intervento militare degli Stati Uniti in Siria. Alla riunione partecipano, tra gli altri, il presidente statunitense Barack Obama, il presidente russo Vladimir Putin, il presidente francese François Hollande, il premier britannico David Cameron, il presidente del consiglio italiano Enrico Letta, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan, e il principe saudita Saun al Faisal al Saud. Le nazioni presenti al G20 rappresentano i due terzi della popolazione del pianeta, l’85 per cento del pil mondiale e tutte le principali forze armate. Ecco quali sono i temi in discussione secondo l’Associated Press. Difficilmente le bombe occidentali cominceranno a cadere sulla Siria durante il meeting. Sia il presidente americano sia quello francese sono pronti ad attaccare Damasco per fermare l’uso di armi chimiche che, secondo loro, il regime siriano usa contro i ribelli. Ma i due leader devono fare i conti con l’opposizione dell’Onu, che spinge per un’azione diplomatica, e delle resistenze di Cina e Russia. Vladimir Putin ha dichiarato all’Associated Press che qualsiasi azione unilaterale sarebbe un azzardo. Anche escludendo la Siria, Obama e Putin hanno comunque pochi argomenti su cui andare d’accordo. Obama ha cancellato una riunione bilaterale con Putin dopo gli sviluppi degli ultimi mesi. Washington è irritata dall’asilo politico concesso a Edward Snowden, la talpa del caso Datagate, dall’arresto degli oppositori politici del Cremlino e dalla propaganda contro gli omosessuali in Russia. L’obiettivo di alcuni leader del G20 è quello di costringere alcune aziende, per esempio Google, a pagare più tasse, evitando di ricorrere ai paradisi fiscali. Un’idea giusta dal punto di vista etico, fa notare l’Ap, ma molto difficile da realizzare in concreto. Le economie in via di sviluppo, la cui crescita vigorosa finora ha aiutato l’economia mondiale a sopravvivere alla crisi dei mercati finanziari, negli ultimi anni hanno cominciato a vacillare. Questi paesi stanno dando parte delle colpe alla mossa annunciata dalla Federal reserve statunitense di ridimensionare i suoi piani di stimolo monetario. A febbraio in Russia ci saranno le Olimpiadi invernali. Per questo il G20 è l’occasione ideale per fare pressione sul governo di Putin. Gli attivisti russi, e non solo, criticano la politica del Cremlino. In particolare la legge contro la propaganda gay, approvata l’11 giugno, ma anche le leggi contro l’adozione di bambini russi da parte dei cittadini statunitensi e i processi contro gli oppositori del governo. Putin, dal canto suo, potrebbe sfruttare l’occasione per migliorare l’immagine del suo paese in vista dei giochi.

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